Eventi2018-02-23T14:13:58+00:00

Dall’idea al Progetto, passando attraverso l’allestimento, la comunicazione e i servizi di web marketing. Un pacchetto unico, che realizza emozioni visive e racconta la vostra storia

Pronti per: Outdoor Expo (BO), Cosmoprof 2018, Sana 2018, Cersaie, EIMA (BO)

Focus del progetto sono la promozione della ricerca, dei progetti e delle attività a sostegno delle iniziative nei confronti della salvaguardia della biodiversità e del biologico.

Per questo motivo il progetto, mantenendo il piano di comunicazione in tre linee di intervento, il web con le dirette streaming, le Fiere internazionali con lo spazio dedicato alla promozione dei comparti e il magazine a sostegno dei testimoni intervistati, vuole aprire dei tavoli di lavoro specifici con taglio informativo ma in un linguaggio sia per la stampa specializzata che gli utenti finali.

I Convegni realizzati in formula aperta allo streaming, ospiteranno in qualità di relatori le stesse figure professionali dei partners di progetto, che testimonial di rilievo, a seconda del tema da affrontare.

La platea con invito alla stampa specializzata e ai creativi del video e del web, fornirà gli elementi per creare un filo conduttore tra i comparti economici, le ricerche di settore e la verticalità sul territorio, amplificando i messaggi che altrimenti verrebbero persi nel mondo del web, o che non trovano una continuità di approfondimento mediatico online.

Il supporto redazionale che i Convegni creano nella loro sintesi, sono spunto creativo per aggiornare una storia iniziata nel 2017 con i primi passi dello storytelling del nostro viaggio.

Contatti:
eventi@biodiversity.bio

sede di produzione:

Redazione  Much More Movie soc coop
Bologna – Via Arcoveggio 49/5
Telefono: +39 051.2910411
Direzione Editoriale Marcella Marzari – 347/5109352

Diamo il benvenuto all’Accademia di Belle Arti di Bologna
con la presentazione del progetto
UBIQ – Design for Moving Life

Le Accademie nel dibattito culturale

Enrico Fornaroli
Direttore
Accademia di Belle Arti di Bologna

Da quando sono state riconosciute istituzioni di alta formazione, con la riforma avvenuta ormai tredici anni fa che ne ha equiparato la struttura didattica a quella universitaria, le Accademie di Belle Arti italiane hanno costruito uno specifico punto di vista sul dibattito cultu- rale contemporaneo. Quella di Bologna si è mossa per tempo, nell’allargare immediatamente la propria offerta formativa ad ambiti nuovi (ma in realtà iscritti nella storia stessa dell’istituzione) affiancando alle arti visive i settori della progettazione e della comunicazione e didattica dell’arte. Tale allargamento rispetta ed espande un approccio unico e peculiare, basato sulla centralità del laboratorio, cioè sul learning by doing; che influisce anche sulla inter- pretazione data ai numerosi insegnamenti di stampo te- orico e storico presenti nei piani di studi, ben consapevoli di porre le basi per una poetica del fare.
Questo fa sì che le Accademie affrontino e propongano tematiche particolarmente rilevanti per l’attuale dibattito culturale, affrontato nell’ottica di costruire artefatti che rappresentano interpretazioni e soluzioni tangibili alle stesse; laddove la scelta pragmatica parte comun- que da quadri di riferimento concettuali di ampio respiro. È questo il contributo più importante che la nostra isti- tuzione può portare sulla scena odierna: visioni tangibili che aprono prospettive per il presente e per il futuro.
UBIQ ne è la dimostrazione.
I temi affrontati sono no- dali per il contesto sociale contemporaneo: che si voglia scomodare la modernità fluida di Bauman o meno. Ed il processo che porta alla realizzazione dei lavori esposti è conseguentemente solido, circostanziato, ma al tempo stesso sperimentale: nel prefigurare soluzioni, per quel contesto. Soluzioni ben concrete: raccontate da progetti e prodotti destinati a rispettare, o prefigurare, i modelli culturali e comportamentali della contemporaneità.

O dell’immediato futuro.

Camminare

Camminare un paesaggio primario significa mettersi
in connessione con i suoi ritmi, con la sua matrice più profonda. Ogni paesaggio è movimento, è un fascio
di movimenti, e le tracce delle sue metamorfosi sono altrettanti cammini possibili, da ripetere con il passo,
da attraversare con il corpo: nervature, linee di tensione, scorrimenti, crescite, flussi, dissoluzioni, addensamenti, frontiere, isole, macchie, arcipelaghi, reti… Il passo è il nesso fisico tra i miei movimenti mentali e i movimenti invisibili del paesaggio: le crescite del paesaggio si imprimono nel terreno, le forme del terreno modificano il camminare,le variazioni nel camminare modificano l’ordine, il ritmo e l’intensità dei pensieri, le crescite del paesaggio si imprimono nella mente come massaggi in punta di piedi. Camminare le quattro stagioni o le rivoluzioni del cosmo. Camminare alberi o ghiacciai scomparsi.

Camminare il colore dei deserti o i suoni dei fiumi in una sera di aprile.
Matteo Meschiari