Suolo e Salute2018-08-04T12:36:49+00:00

“La salute del suolo e
la salute dell’uomo
sono strettamente correlati
e in questo binomio virtuoso
si racchiude il nostro nome
e la nostra storia.”

PATROCINIO, SUOLO E SALUTE

“Ci concentriamo sulla Storia,
raccontiamo i valori e
portiamo avanti una mission fatta di una rete di esperienze”

BIODIVERSITY.BIO, SUOLO E SALUTE

“Suolo e Salute s.r.l., organismo di controllo e certificazione
nel settore agroalimentare ed ambientale,
portatore della tradizione e degli stessi valori
che hanno animato l’Associazione
sin dalla sua nascita

ALESSANDRO D'ELIA, SUOLO E SALUTE

“I nostri numeri – nell’area di Cosmoprof con SUOLO E SALUE
22 mila contatti al giorno solo sulle dirette
8 mila visualizzazioni in diretta streaming in media al giorno
400 mila visualizzazioni al mese

LE DIRETTE STREAMING, COSMPROF 2018

Suolo e Salute è un Organismo di Controllo e Certificazione per l’Agroalimentare e l’Ambiente.
Nasce dall’Associazione Suolo e Salute – fondata a Torino nel 1969, grazie all’opera del Prof. Garofalo – che in Italia ha realizzato la prima esperienza di promozione del metodo organico-minerale, dal quale l’agricoltura biologica ha tratto i suoi fondamenti.
Nel 2000 dall’Associazione Suolo e Salute è stata costituita Suolo e Salute, società a responsabilità limitata, attuale Organismo di Controllo e Certificazione.
Oltre al biologico, Suolo e Salute ha esteso il proprio campo di attività ad altri schemi di certificazione nel settore agroalimentare e ambientale: anche se la produzione biologica resta però la sua grande passione. Forte della sua esperienza e soprattutto per il rapporto stretto con il territorio, oggi è il primo organismo di controllo e certificazione per il biologico in Italia: oltre 18.000 aziende, tra produttori e trasformatori, quasi il 27% del totale nazionale e quasi 600.000 ettari, il 30% della superficie italiana coltivata in biologico.
Grazie ai numerosi accreditamenti e riconoscimenti internazionali (es. JAS, COR, BioSuisse, Krav, etc.) e in virtù di accordi stipulati con alcuni partner, Suolo e Salute può inoltre certificare le produzioni biologiche da esportare direttamente nei più importanti mercati del mondo (es. Stati Uniti, Giappone, Canada, Brasile e Cina).
Tra i servizi offerti, oltre il biologico, ricordiamo il controllo e la certificazione: dei prodotti a Denominazione di Origine (DOP, IGP, STG e vino), dello standard GlobalGAP, della Rintracciabilità di Filiera, dell’Agricoltura Integrata (SQNPI), della Biocosmesi e dei prodotti per Vegani; inoltre, grazie ad accordi stipulati con partner accreditati, può offrire diversi altri servizi di certificazione (es. GMP, ISO 22000, Halal, Kosher, BRC e IFS).
Suolo e Salute opera in Italia con 2 sedi principali e 13 uffici regionali e interregionali. Nei lunghi anni della sua attività ha consolidato esperienza, competenza e professionalità nel ramo del controllo e della certificazione agroalimentare, con uno staff di oltre 80 dipendenti e 270 tecnici ispettori, per lo più agronomi, veterinari e tecnologi alimentari.
All’estero opera con proprie società e personale locale in Repubblica Dominicana e in Egitto. Per il controllo del biologico e per altri schemi di certificazione svolge attività in diverse parti del mondo, in particolare in Africa, Asia e Sud America.
Suolo e Salute è socio fondatore di Federbio (Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica), supporter di IFOAM UE (International Federation of Organic Agriculture Movements) e membro della EOCC (European Organic Certifiers Council). Recentemente ha aderito alla costituzione di Ass.O.Cert.Bio, l’associazione italiana degli organismi di certificazione del biologico.
Collabora con diverse università ed enti italiani e stranieri per quanto concerne gli aspetti del controllo e della certificazione delle produzioni agroalimentari.
Per ulteriori informazioni sui servizi di controllo e certificazione di Suolo e Salute: sviluppo@suoloesalute.it – www.suoloesalute.it

Grazie al Patrocinio che prevede una condivisione di idee e contenuti applicati a uno dei comparti economici in più rapido sviluppo, è stata dedicata la possibilità di partecipare a un ampio piano editoriale dedicato che prevederà una sezione di interviste live in diretta streaming, articoli sul magazine online, video spot dedicati e una campagna marketing sui social di approfondimento notizie. La partecipazione è esclusivamente dedicata alle aziende che fanno parte della rete di Suolo e Salute e prevede una iscrizione dedicata di partecipazione che potete richiedere contattando direttamente la direzione editoriale.
Non perdete l’occasione di prenotare la vostra partecipazione direttamente a Cosmoprof 2018
di cui Biodiversity.Bio – Fondazione BioHabitat è partner tecnico

Marcella Marzari +39 3475109352
oppure scrivendo a eventi@biodiversity.bio

Il viaggio di Biodiversity.Bio con Suolo e Salute
negli articoli su Magazine on line 

BIODIVERSITYWAR, COSMPROF 2018

Ed ecco la nostra storia
che parte con un incontro con il dr. Alessandro D’Elia,
agronomo e Direttore di Suolo e Salute.

Con la sua testimonianza apriamo una finestra tra passato, presente e futuro di un comparto, quello del biologico, che in termini di numeri, secondo le recenti stime di sintesi presentate al Biofach 2018, rappresenta un fatturato globale di oltre 90 miliardi di dollari nel 2016. A onor del vero Suolo e Salute con la propria presenza di febbraio alla fiera combinata BIOFACH-VIVANESS a Norimberga, ci segnala che anche il settore della cura della persona naturale e biologico ha ragione di festeggiare nel 2017. Secondo Naturkosmetik Konzepte, l’anno scorso sono stati venduti in Germania prodotti per la cura della bellezza per un valore complessivo di 1,2 miliardi di euro.

Torniamo al nostro incontro con il dr. D’Elia e scopriamo alcuni momenti che hanno caratterizzato la storia di Suolo e Salute: “Il 31 marzo 1969 nasce in Italia l’Associazione Suolo e Salute, ad opera del professore Francesco Garofalo, docente di fitoiatria dell’Università di Torino, che ne fu l’ispiratore principale, insieme a un gruppo di medici, di agronomi, di agricoltori e consumatori che credevano in un agricoltura in grado di produrre alimenti sani nel rispetto e salvaguardia dell’agroecosistema, mantenendo la fertilità del terreno e preservando le falde acquifere dall’inquinamento. Erano tempi in cui si faceva un largo uso di diserbanti, fungicidi e di insetticidi, per lo più organofosforati ed organoclorurati, tra cui il DDT, dimostratisi a distanza di anni tossici per l’ambiente e per l’uomo. L’Associazione Suolo e Salute, rappresentava la voce fuori dal coro, grazie ad un’appassionata opera di divulgazione, è stata nei fatti la prima voce in Italia a promuovere l’agricoltura biologica come modello alternativo all’agricoltura convenzionale, dimostrando con ricerche e sperimentazioni che l’applicazione del metodo organico-minerale portava ad ottenere prodotti agroalimentari con una valenza nutrizionale superiore, nel rispetto dell’agroecosistema”. Continua il dr. D’Elia: “Infatti, prendendo spunto sia da alcune pratiche proposte da Alfonso Draghetti (1948), che dal metodo Lamaire-Boucher (1959), utilizzando il Litothamnium come integratore, Garofalo arrivò alla definizione del metodo di agricoltura organico-minerale, dal quale l’agricoltura biologica ha tratto le sue basi tecnico-scientifiche. Le pratiche del disciplinare di produzione proposto dall’Associazione Suolo e Salute, nel caso della concimazione, prevedevano in via preliminare un’analisi del terreno per verificare la quantità di sostanza organica, di anidride fosforica e ossido di potassio assimilabili, nonché la reazione del terreno (pH), come base per l’organizzazione produttiva aziendale. Il fondamento della concimazione è la sostanza organica ritenendo che la quantità di humus sia l’elemento indispensabile per una fertilità durevole”.

E ancora: “Per quanto sopra detto “la salute del suolo e la salute dell’uomo” sono strettamente correlati e in questo binomio virtuoso si racchiude il nostro nome e la nostra storia.

L’Associazione Suolo e Salute contribuì in maniera importante allo sviluppo dell’agricoltura biologica in Italia e in Europa, insieme a Nature et Progress in Francia e SoilAssociation in Inghilterra, tramite una vera e propria “cattedra ambulante”, con convegni e incontri itineranti in tutte le Regioni italiane; inoltre per un lungo periodo ha pubblicato decine di volumi sulle tecniche sostenibili applicate all’agricoltura. Tutto ciò senza fondi ma con l’autofinanziamento dei soci sostenitori. L’operato dell’Associazione Suolo e Salute è stato fonte di ispirazione per un gran numero di tecnici che negli anni a seguire hanno dato impulso all’agricoltura biologica italiana.

L’Associazione Suolo e Salute è stata autorizzata dal Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste, con decreto del 21 Dicembre 1992, all’esercizio delle attività di controllo e certificazione del metodo di produzione biologica ai sensi del Reg. CEE 2092/91. Da quel momento, con la passione di sempre, ha iniziato la sua attività di Ente di controllo e certificazione. Nel 2000 dall’Associazione Suolo e Salute è stata costituita Suolo e Salute s.r.l., organismo di controllo e certificazione nel settore agroalimentare ed ambientale, portatore della tradizione e degli stessi valori che hanno animato l’Associazione sin dalla sua nascita”.

Tenuto conto della crescita attuale del biologico, in termini di aziende, superfici e di fatturato globale è fondata la convinzione che la scelta del biologico rappresenti, oltre a un modello remunerativo per le imprese agricole, anche un modello capace di indirizzare in senso ecologico i comportamenti di produttori e cittadini a vantaggio socio economico del territorio e dell’ambiente. Su questi presupposti muove il progetto “BioTerr” che intende coinvolgere comuni, province, comunità montane e altre istituzioni impegnate nello sviluppo del territorio: «Il progetto – spiega Alessandro D’Elia, direttore di Suolo e Salute – punta a qualificare il sistema agricolo locale, soprattutto nelle aree rurali più marginali del nostro Paese, attraverso la certificazione del biologico e attraverso la creazione di filiere agroalimentari organizzate».

Quali opportunità offre?

«Si tratta di un progetto che consente ai produttori, anche quelli piccoli, di valorizzare al massimo la produzione e di aumentare la loro redditività. L’obiettivo è di stimolare la nascita di una rete di aziende biologiche sul territorio, ognuna con la propria autonomia ma in stretta sinergia tra di loro ed in filiera. Lo scopo è di mantenere sul territorio il valore aggiunto che si crea nelle varie fasi di processo e di abbattere i costi di produzione e di logistica, questo permetterà al consumatore di acquistare prodotti biologici locali e soprattutto a prezzi giusti. Il progetto si prefigge anche di stimolare l’aggregazione dell’offerta dei prodotti bio, riunendo le produzioni di più aziende del territorio per creare le quantità necessarie per approcciare mercati, italiani ed esteri, altrimenti preclusi ai piccoli produttori».

Come è nato il progetto BioTerr?

«Suolo e Salute da molti anni certifica le produzioni della Val di Vara, “la valle del biologico”, in Provincia di La Spezia. Grazie alla certificazione biologica e alla creazione di filiere, cui hanno aderito un grande numero di aziende, soprattutto zootecniche, sono stati raggiunti risultati straordinari dal punto di vista economico e sociale. Dall’analisi dei dati dell’ultimo quinquennio si evince che le aziende agricole hanno aumentato il reddito, le imprese di trasformazione e vendita hanno avuto incrementi di fatturato con percentuali a due cifre, si è bloccato lo spopolamento dell’area – annoso problema per le nostre aree montane – ed è aumentata l’occupazione, soprattutto quella giovanile. Di questi periodi sembra di sognare. Ragionando sui risultati e considerando le potenzialità ancora inespresse del nostro territorio ci siamo posti l’obiettivo di replicare, tramite il progetto BioTerr, questa esperienza della Val di Vara in altre aree del Paese. Suolo e Salute, per proprio status, interviene solo nella parte riguardante la certificazione mentre il resto lo dovranno fare le imprese e le istituzioni locali. E’ chiaro che, come altre cose, ci vuole una grande lungimiranza altrimenti non si va da nessuna parte».

LA STORIA, INIZIA NEL 1969